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Il soffitto, una parete dimenticata

(Copyright Arch. Silvano Spandre)
Controsoffitti acustici e di design per l’architettura contemporanea
Come tutti gli addetti ai lavori nei settori dell’architettura e del design, ho sviluppato anch’io la mia particolare variante di deformazione professionale che mi spinge ad una costante attenzione verso tutto ciò che in qualche modo rappresenta la novità, ciò che non è il “già visto”, il banale, … insomma, possiamo dirlo, ricerchiamo tutti “il sorprendente”.
Forse è anche questo interesse per l’innovazione, i nuovi materiali, le soluzioni tecnologiche all’avanguardia o le nuove applicazioni dei materiali tradizionali, che ci spinge a fare questo mestiere e che ci mantiene perennemente all’erta, fiduciosi di captare quella scintilla o sviluppare quella idea che ci porti lontano dai percorsi stilistici più noiosi e frequentati.
Essendomi occupato ampiamente della installazione di controsoffitti modulari, in vari contesti architettonici è stato inevitabile applicare la medesima forma di ragionamento creativo nei riguardi di questi dispositivi tecnologici, che spesso installiamo senza troppi approfondimenti, riservandogli unicamente funzioni di mascheramento o supporto tecnologico per gli impianti.
Mi sono ritrovato talvolta a considerare quanto i moduli (o più semplicemente quadrotti) per controsoffitto siano rimasti pressoché immutati negli ultimi decenni e così poco coinvolti in quel furore tecnico che ha stravolto e rinnovato tutta la tecnologia edilizia e l’architettura nell’ultimo ventennio.
In realtà ragionandoci meglio non è difficile giungere alla considerazione che il soffitto in se, è oggi una superficie quasi dimenticata dell’architettura, a cui dedichiamo una quota marginalissima delle attenzioni che invece riserviamo alla decorazione delle pareti, alla qualità dei serramenti e alla scelta della finitura dei pavimenti.
Non a caso (e non credo solo per esigenze illuminotecniche) la stragrande maggioranza dei soffitti viene abbandonata ad anonime varianti di tinteggiature bianche.
Ma tutto ciò non accadeva in passato, anzi in passato era proprio la presenza di un soffitto finemente dipinto o trattato a cassettoni lignei a sancire il prestigio di una residenza o di un edifico pubblico o religioso.
Perché non provare ad immaginare quindi anche oggi una maggiore attenzione per queste superfici e perché non provare a immaginare proprio l’utilizzo di un controsoffitto (perché no, anche in contesti abitativi), considerando quanto un controsoffitto sia un dispositivo di agevole installazione, che interpreta a pieno i concetti di prefabbricabilità e modularità tanto diffusi nell’architettura contemporanea e che non solo può rappresentare un plus estetico nei progetti ma può anche concorrere al miglioramento del comfort termo-acustico di un ambiente.
Ma davvero il controsoffitto deve necessariamente essere una superficie piatta, fredda e anonima?
Nella mia attività di architetto ed in particolar modo nel mio specifico settore di competenza che è l’acustica applicata mi sono ritrovato molte volte ad installare controsoffitti acustici per esigenze di fonoassorbimento o di fonoisolamento in auditorium, sale musicali, sale riunioni, uffici e contesti commerciali.
La posa in opera di un controsoffitto fonoassorbente rappresentava in molti casi la soluzione più semplice e immediata per risolvere le problematiche di riverbero (rimbombo) all’interno dei locali, senza dover intervenire sulle pareti occupate da serramenti, arredi o decorazioni ed evitando di collocare moquettes fonoassorbenti, spesso efficaci ma scarsamente igieniche.
In altri contesti, un controsoffitto acustico poteva ovviare allo scarso potere fonoisolante di un solaio edile preesistente, riducendo il disturbo sonoro in entrata od in uscita da una stanza.
Approfondendo progressivamente la conoscenza della vasta gamma di prodotti disponibili per queste applicazioni, ho potuto constatare quanto tali dispositivi siano atti non solo a svolgere le funzioni acustiche a cui sono preposti, ma anche quanto possano al contempo produrre un forte impatto estetico e imprimere una sostanziale caratterizzazione stilistica ai progetti.
L’utilizzo di superfici plastiche o metalliche può conferire una immediata connotazione hi-tech al progetto, l’utilizzo di pannelli, tiles o doghe in legno, genera invece una immediata percezione di calore, prestigio ed eleganza, tanto da non renderne assolutamente estraneo un utilizzo in ambito residenziale.
Sono proprio queste le valutazioni che mi hanno spinto a considerare una applicazione più diffusa dei controsoffitti acustici anche al di fuori del ristretto ambito delle installazioni audio e che mi inducono oggi a promuoverne le ampie potenzialità estetiche e funzionali per l’architettura e l’interior design.
Ritengo a tal proposito utile una sintetica elencazione delle tipologie di controsoffitto acustico disponibili sul mercato.
Per semplicità di trattazione suddividerei innanzitutto la grande famiglia dei controsoffitti acustici in 4 sottocategorie:
Controsoffitti fonoassorbenti
Controsoffitti fonoisolanti
Controsoffitti diffrattori
Controsoffitti baffles
A cui si dovrebbero per completezza aggiungere i controsoffitti acustici specialistici (diffusori, risuonatori, ad assorbimento selettivo, bass traps, etc.), che non tratteremo in questa sede in quanto di uso esclusivo per il settore audio.

Controsoffitti fonoassorbenti
La problematica del riverbero (rimbombo) negli ambienti chiusi è un fenomeno frequente e correlato alle dimensioni, alla forma ed alla altezza dei locali, nonché determinato dalle caratteristiche delle superfici che delimitano gli spazi, che possono essere più o meno riflettenti.
I controsoffitti fonoassorbenti possono essere propriamente tali come nel caso dei pannelli in tessuto, oppure avere parziali proprietà fonoassorbenti come nel caso dei pannelli forati e grigliati in materiali rigidi quali il cartongesso, il metallo, il legno o le plastiche, in cui la forma e la dimensione dei fori determinano le prestazioni acustiche di fonoassorbimento del pannello.
Questa seconda tipologia di pannelli prevedere di norma un ulteriore pannello fonoassorbente associato (generalmente in fibra di poliestere), che incrementa le prestazioni acustiche del controsoffitto.

Fonoisolanti
I controsoffitti fonoisolanti (anche chiamati fonoimpedenti) sono utili a limitare la propagazione del suono tra piani sovrapposti, incrementando il livello di isolamento acustico di un solaio.
Le problematiche di rumore in ambito residenziale possono in alcuni casi rappresentare una estrema criticità di difficile risoluzione.
Per la risoluzione dei problemi di fonoisolamento occorrono materiali che associno masse consistenti di elevata densità a supporti più elastici e guaine fono-smorzanti, per la costituzione di una stratigrafia nota come “sistema massa-molla-massa”.
E’ questo il motivo per cui i controsoffitti fonoisolanti di reale efficacia, rappresentano una limitatissima serie di prodotti generalmente reperibili solo presso aziende specializzate nel settore dell’isolamento acustico, (senza dimenticarsi di richiedere specifiche performance di risultato acustico, quantificate in riduzione reale di decibel).

Diffrattori acustici
I pannelli diffrattori sono una recente e innovativa introduzione nel settore dei controsoffitti per la correzione acustica, alternativi ai tradizionali pannelli fonoassorbenti in tessuto e ai microforati.
I pannelli diffrattori non sfruttano i principi acustici del fonoassorbimento, ma bensì della diffrazione acustica, ossia prevedono la “rottura” del fronte d’onda acustica incidente.
Questo aspetto risulta ben evidente nella forma “spigolosa” dei diffrattori che ricordano i frangiflutti in riva al mare.
In pratica i pannelli diffrattori frazionano la lunghezza d’onda sonora incidente e ne modificano la direzionalità di riflessione.
Questi pannelli producono un notevole beneficio acustico riducendo la presenza di onde stazionarie tipica degli ambienti confinati e dando maggior ampiezza e spazialità al suono percepito, risultano pertanto particolarmente indicati non solo per ambienti con destinazione musicale, ma anche ad esempio nei locali destinati alla ristorazione, anche per il loro fortissimo impatto estetico.

Baffles
Nella risoluzione dei problemi acustici di eccesso di riverbero (rimbombo), una validissima soluzione tecnica può essere rappresentata dai baffles che sfruttano congiuntamente i principi acustici del fonoassorbimento e della diffrazione.
I baffles rappresentano una interessante e innovativa modalità di realizzazione dei controsoffitti ed oltre a garantire impareggiabili prestazioni acustiche, conferiscono alle installazioni un carattere stilistico marcato e distintivo.
Si tratta di pannelli di forma e materiale variabile (più spesso poliestere), caratterizzati da superfici fonoassorbenti e disposti in opera a pettine o in batteria con idoneo interspazio.
La soluzione risulta visivamente meno rigida e invasiva rispetto alle tradizionali superfici piane dei controsoffitti ed è questo il motivo per cui vengono spesso utilizzati in contesti storico-architettonici di prestigio.
Altro considerevole vantaggio dei baffles consiste nel non generare una compartimentazione aeraulica dei locali, consentendo la convezione naturale dell’aria con notevoli semplificazioni sulla progettazione degli impianti di climatizzazione.