
Nei cataloghi commerciali di pannelli fonoassorbenti è sempre più ricorrente trovare indicato un coefficiente di assorbimento acustico alpha (α) maggiore di 1.
Si tratta di una informazione tecnicamente e commercialmente scorretta?
Potremmo rispondere SI e NO (spoiler: più SI che NO) e cerchiamo di spiegarlo in pochi passaggi.
Partiamo dal concetto base di “coefficiente di fonoassorbimento” che in estrema sintesi costituisce la percentuale di suono trattenuto rispetto a quello riflesso da una superficie.
Se ad esempio affermiamo che un pannello fonoassorbente presenta un valore α = 0,85 alla frequenza di 1.000 Hz, significherà che l’85% del suono incidente sarà assorbito ed il 15% riflesso nuovamente verso l’ambiente.
Facile? Beh, direi proprio di sì, facile ed intuitivo.
Inoltre questo dovrebbe già essere sufficiente per comprendere che un ipotetico valore alpha maggiore di 1 non ha molto senso.
Volendo però continuare il discorso sul magico mondo dell’assorbimento al 120%, spieghiamone le origini ed il perché a volte questi valori compaiono nei cataloghi.
In realtà le spiegazioni sono molteplici ed in genere oscillanti tra giustificabili basi tecniche da un lato e furbesche strategie commerciali dal lato opposto.
Le situazioni ricorrenti sono indicativamente le seguenti:
Caso 1 che vorremmo definire in buonafede o quantomeno con qualche base tecnica a supporto:
Se si esegue una misurazione del coefficiente di assorbimento acustico (α) dei materiali all’interno di una camera riverberante secondo la norma UNI EN ISO 354 si possono effettivamente riscontrare valori superiori ad 1.
Questa condizione, seppur rara, è dovuta a fenomeni acustici quali “l’effetto bordo” del pannello, “l’effetto diffrattivo” ed inoltre anche le caratteristiche dimensionali e prestazionali, nonché la forma stessa della camera possono contribuire a variare tali valori.
Ovviamente qui si potrebbe fare riferimento anche ai limiti di validità del Metodo di Sabine utilizzato in tale prova, in riferimento a contesti altamente riverberanti.
In questi casi il magico risultato >1 sarà trascritto nei report di misura …e sapientemente utilizzato ai fini commerciali.
Caso 2 che potremmo definire ignoranza tecnica:
Per i non addetti ai lavori è piuttosto facile confondere i 2 valori di (A) Area di Assorbimento Equivalente ed (α) Coefficiente di Fonoassorbimento nella Formula di Sabine.
Il valore (α) lo abbiamo spiegato precedentemente, mentre il valore (A) non è altro che il valore (α) moltiplicato per la dimensione del pannello.
Se ad esempio abbiamo un pannello che presenta un Coefficiente di Fonoassorbimento (α) pari a 0,85 ed il pannello ha un formato 80 cm x 180 cm (pertanto con superficie di 1,44 mq) avremo un (A) pari a 1,22.
Tale valore A viene confuso con il valore del fonoassorbimento, ma ovviamente non è corretto.
Caso 3 che possiamo apertamente denominare malafede:
In sostanza uguale al caso 2, ma giocando volontariamente sulla confusione tra (A) ed (α) e talvolta trascrivendo direttamente il super-valore di (A) come (α) nelle schede tecniche.
CONCLUSIONE:
Per concludere (e solo per i veri appassionati di acustica applicata) si potrebbe fare riferimento ad altri approcci metodologici diversi dal solito Metodo di Sabine.
Se ad esempio prendiamo la formula di Eyring oppure la formula di Fitzroy ed anche la formula di Arau-Puchades, che costituiscono approcci più raffinati al tema del riverbero in ambienti confinati, avremo una immediata dimostrazione della insensatezza di un valore alpha (α) maggiore di 1.
Queste formule ricorrono a logaritmi naturali ed in tal caso un valore alpha (α) maggiore di 1 nelle formule ln(1-α) darebbe origine al logaritmo naturale di un numero negativo (OVVIAMENTE INESISTENTE).
MORALE: Nessun progettista acustico utilizza valori superiori ad 1 e già un valore prossimo ad 1 sarebbe entusiasmante.