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Camere anecoiche

(Copyright Arch. Silvano Spandre)
Camera anecoica: il luogo del silenzio assoluto diventa il luogo della musica assoluta

Le camere anecoiche sono laboratori per l’esecuzione di misurazioni acustiche in condizioni ottimali e sono state storicamente utilizzate in ambito scientifico ed industriale, per analizzare la rumorosità dei più svariati oggetti (orologi, elettrodomestici, autovetture, etc.).
Le camere anecoiche vedono oggi un crescente interesse anche per alcune applicazioni in campo musicale, poiché all’interno di esse è possibile ascoltare e registrare suoni “puri”, non contaminati cioè dal contesto di ascolto.
Ma vediamo innanzitutto di capire che cosa è una camera anecoica.
Iniziamo con il dire che si tratta di ambienti fortemente isolati dal contesto esterno in cui viene realizzata una climatizzazione acustica totale, che prevede l’azzeramento di ogni rumore, l’assenza di riverbero (rimbombo) e l’annullamento di ogni componente vibrazionale.
Visivamente la maggior parte delle camere si presenta con pareti, soffitto e pavimento rivestiti di cunei (più spesso definiti diedri), che possono essere di varia forma e dimensione realizzati in materiale fonoassorbente, che hanno la funzione di rompere i fronti d’onda acustici e limitare la riflessione dei suoni.
Dal punto di vista percettivo, si tratta di un luogo “alieno” in cui non solo è possibile sperimentare il vero silenzio, ma in cui molti individui lamentano un reale e profondo senso di straniamento.
Ciò è dovuto essenzialmente alla mancanza di riferimenti spaziali, causata dalla forma anomala dei diedri e dalla parziale perdita del senso dell’equilibrio (non si dimentichi infatti che gli organi preposti all’equilibrio si trovano proprio nell’orecchio interno).
Piccola curiosità: in camera anecoica diventa rumoroso il ticchettio di un orologio o anche solo il respirare, per non parlare delle altre funzioni corporee.
Il fascino di un luogo come questo, non poteva non colpire la fantasia dei musicisti.
Il primo e ad oggi più blasonato caso di utilizzo di una camera anecoica per finalità musicali è certamente da ascriversi al grande compositore statunitense John Milton Cage (1912-1992), che nei primi anni ‘50 entrò nella camera anecoica dell'Università di Harvard alla ricerca del silenzio assoluto, ma trovò i suoni del proprio corpo: il battito del cuore , il sangue in circolazione.
L'esperienza “anecoica”, portò Cage alla composizione del celebre brano 4’33”, (…per ogni strumento), in cui i musicisti stanno semplicemente in silenzio: un invito ad ascoltare le mille affascinanti sfumature di suoni e rumori del mondo.
Le finalità delle camere sono oggi certamente più tecniche e meno poetiche di quelle di cui parlò John Cage. In ambito musicale l’utilizzo oggi prevalente è l’attività di riascolto nel campo delle produzioni musicali di alta qualità e nelle produzioni musicali caratterizzate da una metronomica con molti bpm (beats per minute). Ma chiunque entri per la prima volta in un ambiente di questo tipo, ritrova intatto il fascino misterioso, innaturale, …siderale, che tanto affascinò il grande compositore americano.