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Aprire un centro di sale prova musicali

(Copyright Arch. Silvano Spandre)
Linee guida tecniche e consigli imprenditoriali
Nella mia quindicennale esperienza di progettista acustico e costruttore di ambienti a destinazione audio, la realizzazione di centri polifunzionali destinati a sale prova musicali e studi di registrazione ha rappresentato certamente uno degli aspetti più coinvolgenti del mio lavoro.
Questo non solo per lo stretto legame professionale e fiduciario che viene ad instaurarsi tra il Cliente imprenditore e il progettista, nel corso dell’intero e ahimè lungo iter realizzativo (dalla prima ricerca del sito più adatto, alle noiose pratiche burocratiche, per passare finalmente alla entusiasmante fase progettuale-esecutiva), ma anche perché il centro multi-sala prove musicali, rappresenta ogni volta una autentica sfida, poiché non solo devono essere concepiti ambienti accattivanti ed accoglienti sotto il profilo estetico ma anche e soprattutto acusticamente idonei ad accogliere la più variopinta casistica di fruitori (che va generalmente dal cantate lirico al gruppo industrial metal).
L’apertura di un nuovo centro di sale prova musicali, è spesso condotta da persone mosse principalmente da una grande passione per la musica (in molti casi si tratta di musicisti o comunque di figure tecniche legate al mondo musicale), molto più raramente è vissuta come una fredda avventura imprenditoriale.
Bisogna però evidenziare che oltre all’indispensabile passione, alla base di ogni successo imprenditoriale e professionale, devono coesistere anche solide fondamenta analitiche.
Sarebbe troppo banale sintetizzare che tali solide basi analitiche sono sostanzialmente traducibili nella parola “budget”, ma è probabile che un investimento economico iniziale troppo ridotto avrà come conseguenza l’impossibilità di collocarsi in una “fascia di mercato” quantomeno media.
In pratica, il rischio di realizzare l’ennesimo scantinato musicale è dietro l’angolo.
Procediamo pertanto con alcune valutazioni su come gestire al meglio il nostro budget.
Quante sale realizzare?
Un centro musicale polifunzionale deve prevedere almeno 2 sale base, eventualmente configurabili come 2 sale prova, utilizzabili alternativamente in modalità sala studio + sala regia. A tale scopo deve necessariamente essere prevista una visiva tra le 2 sale (oscurabile per l’utilizzo in modalità di doppia sala prova).
Può essere qui introdotto l’aspetto imprenditoriale fondamentale per questo tipo di realizzazioni riconducibile alla parola “diversificare”; è infatti importante per un centro polifunzionale musicale poter proporre servizi alternativi rispetto al semplice noleggio temporaneo delle sale (ora-settimana-mese).
Qui subentra tutta la capacità commerciale di chi gestisce le sale ma, nella mia esperienza, i centri che ho visto partire e prosperare nel migliore dei modi, prevedono in genere svariate attività, quali ad esempio i corsi di musica (voce e strumento), le attività di studio di registrazione/produzione, gli accordi quadro con le scuole di musica e i conservatori, ricordando che non è affatto difficile individuare entusiasti professionisti con cui collaborare.
Per quanto riguarda il numero totale delle sale non vi è ovviamente alcuna limitazione tranne quella del budget e dello spazio fisico disponibile, con il consiglio anche qui di diversificare e realizzare sale con dimensioni differenti.
Invece di realizzare 3 sale da 20 mq ciascuna (totali 60 mq), si valuti ad esempio 1 sala da 28 mq + 1 sala da 14 mq + 1 sala da 18 mq, oppure 4 sale di cui 2 piccole per singolo strumentista.
Tutto ciò sta ovviamente alla Vostre valutazioni, considerando che un buon parametro di valutazione è quello di avere almeno 3,5 mq per persona e che il lato più corto di una sala polistrumento deve essere di almeno 3-3,2 mt per poter comodamente circolare a fianco di una postazione batteria, evitando sempre di realizzare sale di forma particolarmente allungata.
Un buon consiglio ritengo possa essere anche quello di differenziare le sale non solo negli aspetti dimensionali ma anche nella risposta acustica interna (T60, diffusione, risposta in frequenza) per rispondere al meglio alle varie tipologie di clientela che utilizzerà le vostre sale.
Questo può essere il passaggio introduttivo per una più accurata analisi degli aspetti tecnici.
Il primo e più essenziale requisito degli ambienti destinati alle attività musicali è l’ottenimento di un buon livello di isolamento acustico tra interno ed esterno sala e tra sale affiancate.
Nulla fa scappare più in fretta i clienti di un eccessivo disturbo proveniente dalla sala a fianco.
Pertanto è vivamente consigliabile che procediate con una accurata verifica delle prestazioni di insonorizzazione dei manufatti, prima di addentrarvi negli altri affascinanti aspetti della risposta acustica interna o delle finiture estetiche.
In altre parole date la priorità del Vostro budget alla insonorizzazione, considerando che sugli altri aspetti relativi alla sonorizzazione, si potrà sempre intervenire in futuro, mentre sarà quasi impossibile integrare a posteriori un insufficiente livello di isolamento acustico.
La ricerca del sito di installazione più idoneo.
Anche in questo caso torniamo a parlare di problematiche legate all’isolamento acustico e conseguentemente all’inquinamento acustico, in quanto esistono (…ed è bene ribadirlo), precisi limiti di legge in relazione al rumore che possiamo emettere con le nostre attività (D.P.C.M. 14/11/97 Determinazione dei valori limite di sorgenti sonore).
Il mancato rispetto dei limiti imposti può portare a conseguenze disastrose, quale quella di incorrere in pesanti sanzioni da parte delle autorità comunali (1032 €), fino al più drammatico stop alle attività.
Compatibilmente con l’esigenza commerciale di non delocalizzare eccessivamente la sede, si dia la priorità ai locali artigianali separati dalle abitazioni e si eviti il più possibile di insediarsi in locali quali negozi con abitazioni al fianco o ai piani superiori, dove non sarà certamente possibile rispettare alcuni stringenti parametri della legislazione in tema di inquinamento acustico.
Si valuti ad esempio che i valori limite differenziali di immissione, definiti all'art. 2, comma 3, lettera b, della legge 26 ottobre 1995, n. 447, sono di 5 dB per il periodo diurno e di 3 dB per il periodo notturno (dalle ore 22 alle ore 6), all'interno degli ambienti abitativi, oltre ovviamente ai limiti assoluti di immissione previsti dalla classificazione acustica del territorio (6 classi in cui viene suddiviso il territorio comunale dalla zona industriale all’area protetta).