info@acustico.com   +39 0119206093
Acustico made in Italy

IL COMFORT ACUSTICO NELLE SALE MUSICALI

 

acustico.comNella maggior parte dei testi scientifici dedicati alla acustica applicata agli ambienti musicali (a cui anche noi abbiamo dato il nostro modesto contributo nel corso degli anni), la sintesi qui definita come condizione di Comfort Acustico, viene in genere più correttamente suddivisa in un elevato numero di parametri descrittori della qualità della risposta sonora.
Poiché non è possibile sintetizzare e descrivere in poche righe il complesso corpus scientifico al riguardo, abbiamo valutato in questo sito di approcciare queste tematiche con un tratto semplice e divulgativo, dando maggior risalto agli interventi ambientali di gestione del Riverbero e considerando che qualsiasi trattamento di correzione acustica e sonorizzazione professionale di una sala audio, non può prescindere da una fase preliminare di intervento sulla gestione del Tempo di Riverberazione e sulla linearità della risposta acustica in frequenza, a cui generalmente fanno seguito ulteriori e più specifici interventi mirati per le correzione di singole frequenze, qualora si rendano necessari.


In altre pagine di questo sito si è cercato di dare una definizione al concetto esteso e complesso di Comfort Acustico, associando tale condizione di benessere alla qualità del segnale sonoro che giunge alle nostre orecchie e a quanto il suddetto stimolo sensoriale sia adeguato al tipo di attività che stiamo svolgendo. 
Riportando questo approccio a quella particolare tipologia di ambienti che è dedicata alla produzione e/o al riascolto di un segnale sonoro musicale o parlato, bisogna innanzitutto valutare che sotto la macro-categoria di sale a destinazione audio-musicale sono ricompresi ambienti molto diversi tra loro nelle destinazioni d’uso.


Si pensi ad esempio alla differenza tra un piccolo vocal booth per la presa e registrazione del canto rispetto ad una auditorium per musica sinfonica.
Nel primo caso saranno fondamentali aspetti come l’assenza di disturbo, la definizione e la chiarezza e sarà quindi opportuno creare un ambiente che non apporti variazioni alla purezza del segnale sonoro originario, mentre nel secondo caso l’ambientazione sonora data dal contesto architettonico diventa fondamentale per arricchire ed amplificare l’ampiezza, la spazialità ed in sostanza il pathos alle performance dei musicisti.
Se però cominciamo a immaginare la progettazione nel dettaglio di questo tipo di spazi, sappiamo che per entrambi i casi è necessario stabilire inizialmente un valore numerico di riferimento per la riverberazione e adottare fin dal principio delle soluzioni costruttive che rendano la riverberazione il più possibile lineare su tutte le frequenze, con poca differenza in termini progettuali tra un T60 (quasi anecoico) di 0,25 secondi e un T60 (wagneriano) da 4 secondi.
Particolare importanza assume in questa fase anche la scelta del tipo di materiali che verrà inserito nell’ambiente poiché sono proprio le caratteristiche fisiche delle superfici che creano quella particolare coloritura del suono tecnicamente riconducibile alla timbrica, che seppur non misurabile strumentalmente costituisce la vera “magia” del suono, operando in modo non dissimile da come farebbe un liutaio …che in sostanza fa il nostro stesso mestiere.